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Il decreto ingiuntivo: cos’è, a cosa serve e cosa fare se lo ricevi

Il decreto ingiuntivo è uno strumento legale che consente a un creditore di ottenere in tempi rapidi un’ingiunzione di pagamento nei confronti di un debitore. Si tratta di una procedura giudiziaria semplificata, pensata per velocizzare la riscossione di crediti chiari, liquidi ed esigibili, senza dover ricorrere a un processo ordinario.

Con il decreto ingiuntivo, il giudice – su richiesta del creditore e previa presentazione di prove scritte – ordina al debitore di:

  • pagare una somma di denaro;
  • consegnare una determinata quantità di beni fungibili;
  • consegnare una cosa specifica.

Questa procedura è regolata dagli articoli 633 e seguenti del Codice di procedura civile. La sua principale caratteristica è la rapidità: non è previsto il contraddittorio iniziale, cioè il giudice decide senza ascoltare il debitore, che verrà a conoscenza del decreto solo al momento della notifica.

Tuttavia, il debitore ha diritto di opporsi. In tal caso, si apre un normale processo di cognizione, con tempi e costi maggiori e tutte le garanzie tipiche di un processo civile.

Il credito vantato deve essere:

  • Certo: fondato su prova scritta;
  • Liquido: determinato nel suo importo;
  • Esigibile: cioè già scaduto.

Le prove ammesse includono contratti, fatture, cambiali, assegni, scritture private, promesse unilaterali di pagamento, estratti autentici delle scritture contabili e altri titoli di credito.

Serve a ottenere rapidamente un titolo esecutivo, ossia l’atto che consente al creditore di procedere con l’esecuzione forzata: ad esempio, il pignoramento dei beni del debitore.

In alcuni casi, il giudice può emettere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, che obbliga il debitore a pagare entro 10 giorni. Ciò può avvenire, ad esempio, in caso di:

  • canoni di locazione non pagati;
  • spese condominiali;
  • assegni di mantenimento;
  • contributi assistenziali;
  • contratti di subfornitura.

Qualsiasi persona fisica o giuridica titolare di un diritto di credito può richiedere un decreto ingiuntivo, purché disponga di prova scritta del credito. Il diritto di credito deve riguardare somme di denaro, beni fungibili (cioè beni intercambiabili, come il denaro stesso) o beni mobili determinati. Non si può ricorrere al decreto ingiuntivo per crediti legati a obblighi di fare o non fare, né per beni immobili o beni fungibili non determinati.

Il debitore viene a conoscenza dell’ingiunzione solo al momento della notifica ufficiale, tramite ufficiale giudiziario. Una volta ricevuto, ha due possibilità:

  1. Pagare il debito entro i termini indicati;
  2. Opporsi al decreto, avviando una causa civile vera e propria.

Se il decreto è provvisoriamente esecutivo, il debitore ha 10 giorni per agire. Altrimenti, ha tempo 40 giorni per opporsi o pagare.

Trascorsi i termini senza alcuna azione da parte del debitore, il decreto diventa definitivamente esecutivo. Ciò significa che il creditore può procedere al pignoramento dei beni, avviando l’esecuzione forzata senza ulteriori avvisi.

In alternativa, il debitore può tentare una trattativa bonaria, proponendo un accordo con il creditore (ad esempio con un saldo e stralcio) per chiudere il debito senza arrivare al pignoramento.


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