Nel corso della vita può capitare, soprattutto in periodi di crisi economica o difficoltà lavorative, di accumulare debiti che diventano sempre più difficili da gestire. Prestiti, bollette, finanziamenti, cartelle esattoriali: quando non si riesce più a pagare, l’ansia e la paura delle conseguenze diventano un peso enorme.
In questo articolo ti spieghiamo cosa succede quando non si pagano i debiti, quali sono i rischi concreti, come funziona il pignoramento e, soprattutto, quali strumenti hai a disposizione per uscire da questa situazione senza peggiorarla.
È reato non pagare i debiti?
Partiamo da un chiarimento importante: non pagare i propri debiti non costituisce di per sé un reato penale. La legge italiana, salvo casi eccezionali come la frode o l’insolvenza fraudolenta, non punisce penalmente chi si trova in difficoltà economica e non riesce a far fronte ai propri obblighi finanziari.
Tuttavia, ciò non significa che non ci siano conseguenze. Secondo l’articolo 2740 del Codice Civile, “il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri”. Questo vuol dire che, nel momento in cui non riesci a pagare, i tuoi beni possono essere oggetto di azioni esecutive da parte dei creditori.
Cosa può succedere se non riesco a pagare i debiti?
Se i debiti non vengono saldati e non si prendono provvedimenti, il creditore può attivare una serie di strumenti legali per recuperare le somme dovute. Le conseguenze più frequenti sono:
- Pignoramento dei beni mobili: auto, moto, mobili, gioielli o qualsiasi altro bene di valore.
- Pignoramento degli immobili: se possiedi una casa (che non è l’unica abitazione e non rispetta i limiti di legge), questa può essere pignorata e venduta all’asta.
- Pignoramento dello stipendio o della pensione: fino a un quinto dell’importo mensile può essere trattenuto direttamente alla fonte.
- Blocco e pignoramento del conto corrente: il creditore può chiedere il blocco del conto e il prelievo forzoso delle somme disponibili.
Queste azioni sono precedute da una procedura legale che inizia con un decreto ingiuntivo, ossia un ordine del giudice che impone il pagamento entro un termine stabilito. Se il debitore non paga, si passa alla fase esecutiva e al pignoramento vero e proprio.
Prescrizione dei debiti: quando non devono più essere pagati
In alcuni casi, il debito non deve più essere pagato perché è prescritto, cioè sono passati troppi anni senza che il creditore abbia fatto valere il proprio diritto.
La prescrizione ordinaria è di 10 anni, ma per alcuni tipi di debito i termini sono più brevi. Ad esempio:
- 5 anni per: affitti, canoni di locazione, pensioni alimentari, indennità di fine rapporto, rendite, interessi e altre somme da pagarsi periodicamente.
- Alcuni debiti si prescrivono addirittura in 2 o 3 anni, come certe multe o tasse locali, se non vengono notificate nei tempi giusti.
Tuttavia, attenzione: ogni azione del creditore che interrompe la prescrizione (es. una raccomandata, un sollecito scritto, un decreto ingiuntivo) fa ripartire il conteggio da capo.
Chi è il debitore nullatenente?
Un nullatenente è una persona che non possiede alcun bene né fonte di reddito che possa essere aggredita legalmente. In pratica:
- non lavora o ha un reddito da pensione molto basso (es. inferiore a 672,76 €);
- non possiede immobili (o ha solo la prima casa, protetta dalla legge in certi casi);
- non ha veicoli, mobili di valore, conti correnti o altri beni aggredibili;
- vive con il minimo indispensabile e non ha denaro o proprietà intestate.
In questi casi, il creditore non può procedere al pignoramento, perché non c’è nulla da aggredire. Tuttavia, il debito non scompare, ma resta in sospeso. Inoltre, se in futuro il debitore dovesse ottenere un reddito o dei beni (es. un’eredità), questi potrebbero essere pignorati.
Attenzione anche al fatto che gli eredi rispondono dei debiti del defunto solo se accettano l’eredità: rifiutandola formalmente, si evitano obblighi verso i creditori.
Il coniuge o convivente rischia qualcosa?
Molti temono che i problemi di un coniuge o convivente possano ricadere sull’altro. La risposta dipende dal regime patrimoniale della coppia:
- Separazione dei beni: ciascun coniuge è responsabile solo per i propri debiti. Il patrimonio dell’altro è al sicuro.
- Comunione dei beni: i debiti contratti da uno dei due possono riflettersi sui beni comuni. Se un immobile è intestato a entrambi, il pignoramento può riguardare fino al 50% del valore.
Anche i conviventi non sono automaticamente responsabili dei debiti l’uno dell’altro, salvo abbiano firmato insieme contratti o fideiussioni.
Cosa puoi fare se hai debiti che non riesci a pagare?
La cosa più importante è non aspettare troppo. Quando iniziano ad arrivare i primi solleciti o notifiche di pagamento, è fondamentale agire subito per evitare che la situazione peggiori.
Tra le opzioni a tua disposizione:
- Piano di rientro concordato con il creditore;
- Accesso alla procedura di esdebitazione per liberarsi legalmente dai debiti;
- Ricorso agli organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento (OCV);
- Assistenza da parte di professionisti del settore, che possano aiutarti a trovare una soluzione sostenibile.
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