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Decreto ingiuntivo

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Debiti non pagati: cosa succede se non riesci più a saldare? Rischi, soluzioni e come proteggerti

Nel corso della vita può capitare, soprattutto in periodi di crisi economica o difficoltà lavorative, di accumulare debiti che diventano sempre più difficili da gestire. Prestiti, bollette, finanziamenti, cartelle esattoriali: quando non si riesce più a pagare, l’ansia e la paura delle conseguenze diventano un peso enorme. In questo articolo ti spieghiamo cosa succede quando non si pagano i debiti, quali sono i rischi concreti, come funziona il pignoramento e, soprattutto, quali strumenti hai a disposizione per uscire da questa situazione senza peggiorarla. È reato non pagare i debiti? Partiamo da un chiarimento importante: non pagare i propri debiti non costituisce di per sé un reato penale. La legge italiana, salvo casi eccezionali come la frode o l’insolvenza fraudolenta, non punisce penalmente chi si trova in difficoltà economica e non riesce a far fronte ai propri obblighi finanziari. Tuttavia, ciò non significa che non ci siano conseguenze. Secondo l’articolo 2740 del Codice Civile, “il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri”. Questo vuol dire che, nel momento in cui non riesci a pagare, i tuoi beni possono essere oggetto di azioni esecutive da parte dei creditori. Cosa può succedere se non riesco a pagare i debiti? Se i debiti non vengono saldati e non si prendono provvedimenti, il creditore può attivare una serie di strumenti legali per recuperare le somme dovute. Le conseguenze più frequenti sono: Queste azioni sono precedute da una procedura legale che inizia con un decreto ingiuntivo, ossia un ordine del giudice che impone il pagamento entro un termine stabilito. Se il debitore non paga, si passa alla fase esecutiva e al pignoramento vero e proprio. Prescrizione dei debiti: quando non devono più essere pagati In alcuni casi, il debito non deve più essere pagato perché è prescritto, cioè sono passati troppi anni senza che il creditore abbia fatto valere il proprio diritto. La prescrizione ordinaria è di 10 anni, ma per alcuni tipi di debito i termini sono più brevi. Ad esempio: Tuttavia, attenzione: ogni azione del creditore che interrompe la prescrizione (es. una raccomandata, un sollecito scritto, un decreto ingiuntivo) fa ripartire il conteggio da capo. Chi è il debitore nullatenente? Un nullatenente è una persona che non possiede alcun bene né fonte di reddito che possa essere aggredita legalmente. In pratica: In questi casi, il creditore non può procedere al pignoramento, perché non c’è nulla da aggredire. Tuttavia, il debito non scompare, ma resta in sospeso. Inoltre, se in futuro il debitore dovesse ottenere un reddito o dei beni (es. un’eredità), questi potrebbero essere pignorati. Attenzione anche al fatto che gli eredi rispondono dei debiti del defunto solo se accettano l’eredità: rifiutandola formalmente, si evitano obblighi verso i creditori. Il coniuge o convivente rischia qualcosa? Molti temono che i problemi di un coniuge o convivente possano ricadere sull’altro. La risposta dipende dal regime patrimoniale della coppia: Anche i conviventi non sono automaticamente responsabili dei debiti l’uno dell’altro, salvo abbiano firmato insieme contratti o fideiussioni. Cosa puoi fare se hai debiti che non riesci a pagare? La cosa più importante è non aspettare troppo. Quando iniziano ad arrivare i primi solleciti o notifiche di pagamento, è fondamentale agire subito per evitare che la situazione peggiori. Tra le opzioni a tua disposizione: Come ti può aiutare Devozero Se hai debiti non pagati, Devozero è al tuo fianco per offrirti supporto gratuito e concreto. Ti aiutiamo a: Tutto questo senza costi per te e con il massimo della riservatezza. Compila il form qui sotto per ricevere una consulenza gratuita e personalizzata, senza impegno.

Decreto ingiuntivo

Il decreto ingiuntivo: cos’è, a cosa serve e cosa fare se lo ricevi

Il decreto ingiuntivo è uno strumento legale che consente a un creditore di ottenere in tempi rapidi un’ingiunzione di pagamento nei confronti di un debitore. Si tratta di una procedura giudiziaria semplificata, pensata per velocizzare la riscossione di crediti chiari, liquidi ed esigibili, senza dover ricorrere a un processo ordinario. Cos’è il decreto ingiuntivo? Con il decreto ingiuntivo, il giudice – su richiesta del creditore e previa presentazione di prove scritte – ordina al debitore di: Questa procedura è regolata dagli articoli 633 e seguenti del Codice di procedura civile. La sua principale caratteristica è la rapidità: non è previsto il contraddittorio iniziale, cioè il giudice decide senza ascoltare il debitore, che verrà a conoscenza del decreto solo al momento della notifica. Tuttavia, il debitore ha diritto di opporsi. In tal caso, si apre un normale processo di cognizione, con tempi e costi maggiori e tutte le garanzie tipiche di un processo civile. Quali requisiti deve avere il credito? Il credito vantato deve essere: Le prove ammesse includono contratti, fatture, cambiali, assegni, scritture private, promesse unilaterali di pagamento, estratti autentici delle scritture contabili e altri titoli di credito. A cosa serve il decreto ingiuntivo? Serve a ottenere rapidamente un titolo esecutivo, ossia l’atto che consente al creditore di procedere con l’esecuzione forzata: ad esempio, il pignoramento dei beni del debitore. In alcuni casi, il giudice può emettere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, che obbliga il debitore a pagare entro 10 giorni. Ciò può avvenire, ad esempio, in caso di: Chi può richiederlo? Qualsiasi persona fisica o giuridica titolare di un diritto di credito può richiedere un decreto ingiuntivo, purché disponga di prova scritta del credito. Il diritto di credito deve riguardare somme di denaro, beni fungibili (cioè beni intercambiabili, come il denaro stesso) o beni mobili determinati. Non si può ricorrere al decreto ingiuntivo per crediti legati a obblighi di fare o non fare, né per beni immobili o beni fungibili non determinati. Cosa succede se ricevi un decreto ingiuntivo? Il debitore viene a conoscenza dell’ingiunzione solo al momento della notifica ufficiale, tramite ufficiale giudiziario. Una volta ricevuto, ha due possibilità: Se il decreto è provvisoriamente esecutivo, il debitore ha 10 giorni per agire. Altrimenti, ha tempo 40 giorni per opporsi o pagare. Cosa succede se ignori il decreto? Trascorsi i termini senza alcuna azione da parte del debitore, il decreto diventa definitivamente esecutivo. Ciò significa che il creditore può procedere al pignoramento dei beni, avviando l’esecuzione forzata senza ulteriori avvisi. In alternativa, il debitore può tentare una trattativa bonaria, proponendo un accordo con il creditore (ad esempio con un saldo e stralcio) per chiudere il debito senza arrivare al pignoramento. Liberati dai debiti prima che sia troppo tardi Se hai ricevuto un decreto ingiuntivo o ti trovi in difficoltà con debiti o pignoramenti, Devozero può aiutarti. Offriamo supporto gratuito per ripulire la tua posizione finanziaria e cancellare il tuo nome dalle banche dati come la CRIF, permettendoti di tornare a chiedere prestiti e finanziamenti. Richiedi subito una consulenza gratuita compilando il modulo qui sotto. Il nostro intervento è senza costi e può aiutarti a risolvere definitivamente la tua situazione.

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